Marlena

1-Caravaggio-Maddalena-in-estasi1

Sento un mostro tra le mie viscere contorcersi
sfrega tra le mie pareti, si dimena, mi lacera

un leone che ruggisce dentro
usando tutta la potenza delle sue corde vocali
un urlo sordo spezza il silenzio della mia anima
solo io lo riconosco, solo io lo sento dentro ai timpani

Ho paura del domani, di quel domani che sta per arrivare
quel futuro prossimo che porta incertezze, che comporta scelte
quel futuro… che costringe alle conseguenze

violentata, da me stessa, dalla Marlena che non so accogliere,
dai miei peccati, dalle mie colpe

Ho paura di chi sarò domani, di perdere tutto
ma di perdere anche me stessa

quel terribile dolore che mi lacera dentro
e il sangue sgorga feroce
zampilli di fuoco sulle corti dell’anima

Cerco ristoro in un campo di grano
tra le spighe ingiallite e i raggi del sole
temo la morte ma ancor di più la vita
e nel silenzio della terra sento l’unico conforto possibile alle mie pene

Attendo la pioggia per camminare a piedi nudi su quel prato
e che la terra accolga, leggera, i miei passi pesanti.

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